Pagine

27 agosto, 2008

Il Signore degli Anelfi - Incipit

Ho deciso visto che cani e porci scrivono di fate, draghi, mezzi nani o mezzi non nani (dipende da come li vedi), scrivo anch'io un romanzo fantasy!
Oh, ecco la mia bella penna e carta ingiallita, che già così fa molto fantasy. 
Uh! Ma c'è anche un disegno di un folletto, no, è una fata. Ah bè, allora siamo già "avanti una cifra!". Aspetta... ma dio bono no! E' una Winx. Butta via tutto e scriviamo sul buon vecchio computer. Cominciamo.
Uhm... dunque ci sono un elfo, un nano e un drago a casa di un goblin che giocano a Dungeons and Dragons... mmmh... no, troppo da barzelletta; però l'atmosfera fantasy c'era già. Cavolo mi scoccia cambiare l'incipit. Va bene, cambiamolo. Ci vuole qualcosa che prenda subito.
C'è un elfo figo con muscoli fighi e costume figo di nome figo Mith (mmm... sì direi che così fa molto figo), anzi no! Ci sono due elfi (essì gli elfi tirano un sacco, in questo periodo). C'è una compagnia di 10 elfi (di più elfi! vogliono di più elfi). C'è un esercito di 1000 elfi (di più, Cristo! Di più!). Ci sono vagonate di elfi, macchè valanghe di elfi, badilate di elfi, elfi come se piovessero, nevicano elfi, dio bono, un mondo pieno di elfi, spuntano dal terreno, sbucano dalle fottute pareti, si lacrimano elfi, si cagano elfi! Sì ci siamo, siamo arrivato al quorum, dovrebbero bastare. Forse ancora un po'... no, dai così bastano.
Allora dov'eravamo... ah sì, si cagano elfi.

Però bisogna scriverlo decisamente meglio: non si può mettere all'inizio di un libro "si cagano elfi", bisogna utilizzare un linguaggio più acculturato, oserei dire più aulico e che sprizzi originalità da tutti i pori o porri. Dunque, inizierei così:

"In una triste e stantia giornata d'inverno, durante un tempestosa tempesta tempestante, mi ritrovai una Silvia oscura che la diritta via avea smarrita."

Bello! Continua, continua!

"Ella..."

Cioè, dico 'Ella'! Ho usato 'Ella' quando già il 90% della popolazione italiana usa 'gli' come pronome sia maschile che femminile! IO noncurante del pericolo scrivo "Ella" invece che 'lei' o 'gli' o 'quella lì'! Che genio! Un genio! Dove eravamo:

"Ella si avvicinò a me, toccando delicatamente la mia palla"

Palla! Come cacchio scrivo! Spalla! Dio bono! Spalla!

"Ella si avvicinò a me, toccando delicatamente, con la sua soffice mano, la mia 
spalla e sussurandomi all'orecchio mi chiese se avessi della pregiatissima carta 
color bianco fiore proveniente dagli alberi della foresta di Erdam. Le risposi: 'Come cazzo parli! Se vuoi carta igienica, basta che lo dici!'"

Mmmhhh, forse è troppo estremo come linguaggio... con mio rammarico devo tagliare questa frase. I miei lettori non capirebbero, sarei un genio incompreso come Alvaro Vitali o i Chipmunks. Idea! Mettiamo un alone di mistero.

"Ella si avvicinò a me, toccando delicatamente la mia spalla con la sua soffice 
mano e sussurò qualcosa di incomprensibile all'unico mio orecchio rimasto. Infatti quell'orecchio lo perdetti in una... "

Benissimo! C'è molto mistero così! Non finiamo le frasi, così facendo attiriamo l'attenzione e pensano che siamo delle persone introverse. Dunque ricapitolando:

"In una triste e stantia giornata d'inverno, durante un tempestosa tempesta tempestante, mi ritrovai una Silvia oscura che la diritta via avea smarrita. Ella si avvicinò a me, toccando delicatamente la mia spalla con la sua soffice mano e sussurò qualcosa di incomprensibile all'unico mio orecchio rimasto. Infatti quell'orecchio lo perdetti in una... Accostò la mano ad una costola incrinata che mi si ruppe in una... e mise la mano nel sacco di zio Bembo. Questo sacco aveva la capacità magica di far entrare qualsiasi cosa, di qualunque dimensione, di qualsiasi razza, sesso o religione, di anno di nascita, di colore di capelli, di numero di zampe, di code, di mani, di borracce, di nani, di draghi, di elefanti, di strutture, di edifici, di muri, di documenti, di libri, di dizionari, di sinonimi, di contrari, di, di, di, di... dentro di sè."

Sì! Le descrizioni lunghe piacciono! Vai così, che mi è venuta l'ispirazione!

"Prese il sacco e tirò fuori della pregiatissima carta color bianco fiore 
proveniente dagli alberi della foresta di Erdam. Andò verso una betulla e cominciò a smutandarsi."

'Ma non sarà un termine troppo aulico?' (Zitta bocca che non capisci niente! ndMente)

"A quel punto preso da sconforto immenso et profondo, ma con coraggio inumano et profondo, non potei far altro che continuare a guardare in modo strano et profondo. Ella cominciò a cagare elfi. Milioni di elfi, dio bono, elfi ovunque! Che immagine stupenda!"

Perfetto! Perfetto! Che sudata, ma ce l'ho fatta! Ok, l'incipit è fatto: ora tutto verrà da solo quasi per inerzia.

Però ora vado a mangiare.

Nessun commento: